Una riflessione sulla perenne ricerca della “Produttività” :

Provo sempre profonda ammirazione per le ricerche anglosassoni che riescono con grande professionalità a“quantizzare” anche i valori che appaiono immateriali e non misurabili.

Per esempio lo studio condotto “sul campo” da Marlon Nieuwenhuis della Cardiff University in tre diversi ambienti di lavoro dimostra che il verde in ufficio aumenta la produttività del 15%. Quello che l’istinto e il buon senso hanno sempre suggerito -chi non ha mai messo una pianta sulla scrivania?- ora è scientificamente dimostrato.
La Produttività, è spesso il focus di questo tipo di ricerche e l’oggetto di numerosi articoli.
Siamo affascinati dal Mito della Produttività, ci sentiamo tutti iper-produttivi, ma abbiamo la consapevolezza di che cosa sia davvero la produttività? Non la confondiamo forse con l’essere multitasking, con quell’ansioso affaccendarsi, con il sovrapporsi incontrollato di più attività? Con il “dovere” di dedicare sempre più ore al lavoro nel vano tentativo di avanzare nella lista dei “to do” che si allunga irrimediabilmente ogni giorno?

E’ innegabile che la tecnologia ci permette di fare più cose e più velocemente, ma ci regala più tempo libero?

Ammettiamolo, c’è una buona dose di autocompiacimento nel costante lamentarsi per il troppo lavoro, per il dover fare sempre tutto di corsa e per l’impossibilità di concludere nei tempi prestabiliti!

Questo corale atteggiamento suggerisce alcune riflessioni.

La prima, risaputa, è che lavorare tanto non significa essere produttivi. Interessante a questo proposito l’articolo “Perchè i tedeschi lavorano meno ore ma sono più produttivi?”.

La seconda riguarda il fatto che servono tecniche e metodo per imparare ad essere produttivi. Non basta usare la tecnologia, né sentirsi Superman o Superwoman, correre e affannarsi 12 ore al giorno.

Qualche suggerimento pratico ci arriva da “14 things productive people do in the first 15 minutes of the workday” interessante articolo che elenca, le prime azioni che le persone produttive compiono iniziando la giornata lavorativa. Da prendere come esempio.

La vera questione però è un’altra: ammesso e non concesso che davvero siamo produttivi,la produttività ci fa risparmiare tempo e il tempo è il valore più grande nella nostra società, non solo perché il tempo è denaro, ma soprattutto perché è limitato!

Ma che cosa ne facciamo di questo “valore”?

Come impieghiamo il tempo che abbiamo guadagnato dalle nostre tecniche e dai riti dedicati alla Dea Produttività?
Se, catturati da questo vortice, dedichiamo sempre più tempo al lavoro per essere sempre più produttivi, c’è qualcosa di perverso…
E il sentimento generale che si percepisce ascoltando chi pensa di essere produttivo non fa certo pensare a un miglioramento del livello di qualità della vita!

Perché sprecare il valore/tempo che abbiamo “guadagnato” con la nostra abilità?
Proviamo a “quantizzare” quanto tempo siamo stati capaci di risparmiare e “investiamolo” nel nostro benessere, facciamo in modo che davvero la produttività generi qualità.
Qualcuno spenderà il suo tempo leggendo un libro, altri lo dedicheranno alla famiglia; alcuni lo dedicheranno a se stessi, altri lo devolveranno in azioni di solidarietà.

Non c’è un’unica ricetta, per la nostra salute mentale e per la nostra felicità l’importante è sapere dove va a finire il tempo che la Produttività ci fa risparmiare.

Editoriale di Renata Sias, direttore di WOW! Webmagazine