La tua scrivania contiene formaldeide?

Si parla sempre più spesso della formaldeide come sostanza cancerogena da evitare.

Ma di cosa si tratta esattamente?

La formaldeide è un gas nocivo per l’uomo, tanto da essere stato inserito dal 1° gennaio 2016 nell’elenco delle sostanze che possono provocare il cancro. Ma come per ogni sostanza chimica è la dose che fa il veleno.

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Scopriamo di più.

La formaldeide in realtà si trova ovunque: da quella prodotta nella stratosfera a quella che si genera nel nostro organismo durante il metabolismo degli aminoacidi.

Inoltre, in versione acquosa viene spesso impiegata in numerosi ambiti, per via delle sue particolari proprietà:

  • per la sua potente azione battericida può trovarsi all’interno dei disinfettanti domestici;
  • agisce come conservante nei prodotti alimentari affumicati (additivo identificato come E240);
  • viene utilizzata nella produzione e tintura di tessuti, al fine di migliorare la resistenza del colore durante i lavaggi;
  • è presente all’interno dei vaccini per attivare particolari processi;
  • viene utilizzata come collante, insieme all’urea, per i pannelli in legno di truciolato o nobilitato, nella produzione di mobili.

Ed è proprio quest’ultimo caso che vogliamo approfondire.

La Formaldeide e il legno

Come già anticipato la formaldeide non è sempre nociva per l’uomo. In particolare diventa tossica nel momento in cui vi si è esposti per lunghi periodi a dosi estremamente alte. Nella produzione di mobili in legno, ad esempio, l’utilizzo intenso di formaldeide come collante espone i lavoratori alle inalazioni per molto tempo.

Per questo motivo da Dicembre 2008 è entrata in vigore la norma per la regolamentazione delle emissioni di formaldeide dai pannelli a base di legno.

La norma UNI EN 13986 introduce i criteri utilizzati per la classificazione dei pannelli a base di legno relativamente alle loro emissioni di formaldeide, in particolare si identificano due classi: E1 per i pannelli a bassa emissione di formaldeide e E2 per i pannelli che non rientrano negli standard (solitamente non in commercio).

La classe emissiva E1 classifica i pannelli sulla base di prove iniziali e prove periodiche di controllo nel ciclo produttivo.

Prove iniziali:

  • misurazione delle emissioni minori o uguali a 0,124 mg/mc aria UNI EN 717-1 (metodo della camera).

Controllo della produzione:

  • pannelli MDF o OSB contenuto di formaldeide minore o uguale a 8 mg/100 g di pannello essiccato in forno (metodo del perforatore);
  • pannelli verniciati, nobilitati, placcati e tutti gli altri contenuto di formaldeide minore o uguale a 3,5 mg/mq h UNI EN 717-2 (metodo delle gas-analisi).

Esiste inoltre un’ulteriore certificazione richiesta inizialmente sul territorio della California per poi estendersi ad altri stati Americani, ma alla quale si sono allineati anche molti produttori Europei.

Stiamo parlando della certificazione CARB, California Air Resource Board, la quale impone limiti ancora più restrittivi, basandosi sul regolamento Airborne Toxic Control Measure (ATCM), istituito allo scopo di ridurre e controllare le emissioni di formaldeide dai pannelli di legno.

 

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Il nostro consiglio

E’ importante conoscere cosa si produce, cosa si vende e soprattutto cosa si acquista. La qualità del prodotto non è data soltanto dal design o dalla fama del brand produttore, ma include fattori legati molto spesso anche alla salute.

Noi della Riganelli ci impegniamo per la sostenibilità ambientale e la tutela della salute, commercializzando prodotti certificati e conformi alle disposizioni per la sicurezza dei lavoratori.